Cosa fare se il datore di lavoro non paga il TFR

Ottobre 1, 2023
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Il trattamento di fine rapporto – di seguito solo “TFR” – rappresenta quella somma che il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore subordinato in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, fatto salvo quello in cui il lavoratore abbia optato per la sua integrale destinazione presso un fondo di previdenza complementare.

Il TFR spetta quindi sia in ipotesi di licenziamento che in quella di dimissioni del lavoratore, ed è calcolato sommando per ciascun anno di servizio una quota pari all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5.

Vediamo adesso entro quale termine il datore di lavoro deve corrispondere il TFR e i rimedi previsti dall’ordinamento in caso di mancato pagamento.

Entro quanto tempo deve essere pagato il TFR?

Il TFR, sebbene maturi mensilmente in corso di rapporto di lavoro, diventa esigibile solo al momento della risoluzione del rapporto di lavoro (salvo il caso di anticipazione).

Dalla lettura dell’art. 2120 del Codice Civile si ricava che il diritto al pagamento del TFR sorge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro e si prescrive nei successivi cinque anni.

In altre parole, se la contrattazione collettiva di settore non prevede un termine maggiore, il lavoratore può esigere dal datore di lavoro il pagamento del TFR sin dal giorno della cessazione del rapporto di lavoro.

Nella prassi, tuttavia, il pagamento è rinviato quantomeno al mesesuccessivo, sia per esigenze di elaborazione del relativo cedolino paga che per il calcolo aggiornato della rivalutazione monetaria.

Nei casi patologici, invece, il ritardo nel pagamento del TFR è dovuto spesso problemi di liquidità del datore di lavoro.

Il ruolo dell’avvocato giuslavorista e dell’Ispettorato del Lavoro.

Nel caso in cui il mancato pagamento del TFR si protragga oltre i termini dettati – se non dalla contrattazione collettiva – dai principi di buona fede e correttezza, o diventi addirittura definitivo, occorre innanzitutto procurarsi, laddove non ancora consegnata dal datore di lavoro, la busta paga con la quantificazione dell’importo dovuto in favore del lavoratore.

Questo documento, rappresentando un riconoscimento di debito da parte dell’azienda, consente infatti al lavoratore di ottenere, con l’assistenza di un avvocato giuslavorista e con tempi molto celeri, un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, ossia un provvedimento giudiziale che dà diritto, appunto con immediatezza, di attivare una procedura di esecuzione forzata a danno dal datore di lavoro inadempiente.

Qualora il lavoratore non sia in possesso del cedolino paga è sempre possibile ottenerlo forzatamente oppure sopperire alla sua mancanza con dei conteggi di parte, ma ciò richiederà un aggravio procedurale; è utile ricordare che la consegna della busta paga, anche con riferimento al TFR e alle altre spettanze di fine rapporto (es. indennità sostitutiva delle ferie non godute, ratei maturati di 13ma e/o 14ma mensilità), rappresenta un obbligo per il datore di lavoro.

In alternativa il lavoratore può rivolgersi all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, il quale, tramite una diffida accertativa per crediti patrimoniali, può intimare al datore di lavoro il pagamento del TFR e di altre eventuali retribuzioni omesse (art. 12, D.Lgs. N. 124/2004); anche la diffida accertativa, al pari del decreto ingiuntivo, è idonea ad assumere efficacia esecutiva.

Se l’inadempimento del datore di lavoro persiste anche a seguito della notifica del decreto ingiuntivo o della diffida accertativa, il lavoratore dovrà procedere nei suoi confronti mediante i procedimenti di esecuzione forzata (pignoramenti), con l’assistenza necessaria di un avvocato.

L’intervento del Fondo di Garanzia per il TFR.

Se neppure i tentativi di esecuzione forzata hanno successo poiché il datore di lavoro è insolvente, il pagamento del TFR è garantito dal Fondo di Garanzia per il TFR costituito presso l’INPS.

L’accesso al Fondo di Garanzia è possibile non solo all’esito di pignoramenti negativi, ma anche nei casi di liquidazione giudiziale (ex fallimento) del datore di lavoro o di accesso dello stesso ad altre procedure concorsuali.A differenza dei crediti di lavoro inerenti gli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro, il Fondo garantisce il pagamento dell’intero TFR, nella misura in cui è accertato nell’ambito della procedura concorsuale o individuale aperta a carico del datore di lavoro.

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Ottobre 1, 2023
Cateogoria